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Le Tradizioni salentine


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Nelle feste persistono ancora antichi riti magici e religiosi appartenenti a tutte le culture del bacino del Mediterraneo: da quella greca a quella araba. Uno dei fenomeni più misterioso e affascinante della cultura popolare del Salento è il Tarantismo: sorta di esorcismo popolare legato al morso della tarantola che provoca nell'individuo una folle crisi isterica e che viene liberata soltanto attraverso la musica e la danza pregando e bevendo l'acqua miracolosa di un pozzo nei pressi della piazza di Galatina nella cappella intitolata a San Paolo.

La Festa a Galatina

Galatina: San PaoloIl 28 e il 29 giugno giorni dedicati alla festa di San Paolo il protettore del paese sin dai tempi del Medioevo si assiste ancora oggi a una danza sfrenata a una sorta di simbolismo legato alla musica, ai colori, alle danze. La musica che accompagna i tarantolati verso la risoluzione della crisi è la "PIZZICA PIZZICA" che attraverso suoni cupi e struggenti di chitarra, mandolino, violino e tamburello lancia un forte e straordinario messaggio emozionale.

A sud di Lecce a circa 18 km vi sono nove paesi (Calimera, Martano, Martignano, Melpignano, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Soleto, Sternatia, Zollino) che costituiscono un'isola linguistico-culturale denominata Grecìa salentina dove gli abitanti oltre al dialetto salentino parlano il greco o griko e dove persistono i canti popolari e la mitologia del Carnevale grecanico rilevano le origini elleniche con una simbologia che allude al naturalismo magico ed orgiastico in cui domina Dionisio, dio della Resurrezione.

A Torre Paduli frazione di Ruffano la notte di ferragosto la gente si reca al Santuario di San Rocco dove i pescatori danzano sotto le stelle mimando antiche lotte e scontri cruenti a ritmo di tamburello è la rievocazione della "Danza delle Spade" diffusa un tempo in tutta l'area meridionale.

Riti e magie

Scorrano Superstizioni, riti, tradizioni convivono nel Salento, come ad esempio il fascino detto in dialetto laùru, che consiste nella credenza che alcuni individui abbiano un potere particolare di provocare danni, malattie o morte con uno sguardo o con una frase ben augurale le cui vittime sono specialmente i bambini.
Nel Salento si dice ai bambini: "Quant' è bello" aggiungendo subito l'esclamazione: "BENEDICA..!!!" proprio per questo motivo.
Il "laurù" era una sorta di folletto che viveva un tempo nei laureti e si recava spesso nelle case altrui provocando disturbi e fastidi percuotendo pentole e "tampagni" coperchi e altri svariati dispetti al malcapitato.

A Natale...

Bellissimi nel periodo di Natale i presepi viventi rappresentati in luoghi caratteristici: con attori che impersonano i personaggi della Natività, artigiani, pastori, Re Magi (che meriterebbero un maggior interesse da parte dei mass media).

In tutto il Salento sagre, fiere, e mercati caratteristici tutto l'anno.

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